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Pecorino toscano, cresce il fatturato

Buone notizie dal comparto ovicaprino regionale, alle prese con la stagione siccitosa che crea stress agli animali e con l'incubo dei predatori

PIENZA — Il 2016 è stato un grande anno per il pecorino toscano Dop, che vola all'estero e si consolida sul mercato italiano, e il trend positivo continua anche in questi primi mesi dell'anno. 

Il Consorzio tutela pecorino toscano Dop fotografa la situazione del 20016 che nonostante le difficoltà, oltre 1 milione e 500mila forme prodotte e 1 milione e 125mila vendute, tra tenero e stagionato, per un fatturato di circa 24,2 milioni di euro,  è cresciuto del 2,02% rispetto all'anno precedente

Il fatturato complessivo al consumo è di oltre 50 milioni di euro, e ottime notizie arrivano anche sul fronte export, dove l'incremento è stato pari al 28,64%, che si traduce in quasi 4,4 milioni di euro di fatturato con una forte ascesa del prodotto sui mercati europei. Il trend positivo e confermato anche nei primi quattro mesi di quest'anno, con la produzione che registra un aumento del 2,77% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il pecorino toscano Dop piace dunque sempre di più all'estero, soprattutto in Germania, Belgio, Finlandia, Regno Unito, Paesi Bassi e Austria. Forte anche il consumo in Svizzera, e si conferma molto presente e apprezzato negli Stati Uniti, ma anche in Australia, Oceania e Asia.

“Questi numeri - afferma il presidente di Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli - confermano la qualità di un prodotto fortemente legato al territorio grazie all’impegno delle imprese agricole che garantiscono un profilo di alta qualità del latte per permettere al pecorino toscano Dop di essere riconosciuto ed apprezzato a tutti i livelli”. 

L’allevamento ovicaprino toscano si concentrata principalmente tra Grosseto, Siena e Pisa. Il numero di aziende si è praticamente dimezzato negli ultimi anni e il numero di capi allevati si è ridotto del 30%.

“I nostri allevatori ovicaprini subiscono la concorrenza del latte proveniente dall’esterno – denuncia Antonio De Concilio, direttore regionale Coldiretti - acquistato dai caseifici per produrre e commercializzare formaggi che, in vari modi, si richiamano alla toscanità. Ben venga quindi l’azione di tutela svolta dal Consorzio per il Pecorino Toscano Dop. Come valutiamo positiva la recente introduzione dell’etichettatura d’origine obbligatoria per latte e derivati che rappresenta una boccata d’ossigeno per il settore ed una garanzia per i consumatori”.

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