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Silva Pompili primo Festival da presidente

Silva Pompili racconta la sua prima esperienza da presidente della Fondazione Orizzonti durante i frenetici giorni di Orizzonti Festival

CHIUSI — Franca Valeri chiude i dieci giorni di un programmazione interamente dedicata alle arti performative, numerosi gli artisti che hanno animato i luoghi di questo festival da Pippo Delbono e Cavalleria Rusticana in Piazza Duomo, così come il concerto di Baglini-Chiesa al Chiostro di S.Francesco ha preceduto le Metamorfosi di Fortebraccio Teatro, a Gabriele Valentini, Laura Fatini e Silvia Frasson, storia e cultura del territorio sono diventate materiale vivo a cui attingere e i luoghi della città spazi da riscoprire.

Silva Pompili fa il bilancio di questi eccitanti quanto impegnativi giorni di festival. Silva Pompili, la sua prima esperienza da presidente è andata, come è andata e come la descriverebbe?

“E’ stata una bellissima esperienza, impegnativa soprattutto, perché per me è una cosa del tutto nuova rispetto a quello che faccio normalmente, ma allo stesso tempo è stimolante perché si scoprono cose nuove e mondi nuovi. L’ambiente culturale è veramente bello all’interno del quale fa piacere restare. È chiaro che dall’esterno non ci si rende conto dell’impegno della macchina organizzativa che c’è dietro ad un festival del genere e anche io fino adesso non me rendevo conto”.

La Valdichiana.it ha raccontato il festival da un altro punto di vista diverso andando ad analizzare la fruizione della manifestazione dai cittadini, secondo lei i cittadini come riescono a percepire il festival?

“Sicuramente c’è ancora un po’ da lavorare su questo lato, non è ancora visto come parte integrante e viva della città. C’è stato un miglioramento rispetto alle edizioni passate, l’edizione passata ho vissuto il festival non da presidente e devo dire che c’era una reticenza completa, mentre quest’anno, probabilmente con l’esperienza vissuta l’anno scorso e con il fermento che gira intorno al festival, c’è stato un atteggiamento diverso, però ancora c’è da lavorare”.

Come cercherete di lavorare per migliorare questo aspetto?

“Quello che noi cercheremo di fare è creare un percorso che parte dalla stagione invernale per poi arrivare al festival. Percorso durante il quale cercheremo di avvicinare sempre di più le persone a questo mondo. Questo è il secondo anno del festival così organizzato e quindi ci vuole un po’ di tempo per riuscire a somatizzarlo, capirlo e conseguentemente viverlo”.

Ed è proprio questo l’intento del vicesindaco Juri Bettollini, insieme al presidente Silva Pompili e al direttore artistico Andrea Cigni, durante la presentazione di Orizzonti 2016, hanno dichiarato la necessità di lavorare con più continuità nell'arco dell'intero anno per raggiungere questi obiettivi, dalle scuole alle realtà cittadine, Orizzonti Festival non può limitarsi a rappresentare soltanto 10 giorni estivi di eventi ma deve diventare un elemento costante nella programmazione artistica della fondazione e della città.

Per l’ultima giornata di festival avete svelato il tema della prossima edizione e il 2016 sarà all’insegna della Follia, Follia perché?

Perché per fare tutto questo si deve essere un po’ tutti folli, ma pronti ad affrontare l'edizione 2016, anzi ci stiamo già muovendo”.


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