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Amanda Sandrelli in "Tale madre, tale figlia"

Dopo una breve pausa riprende il 27 Febbraio la tournée del fortuna spettacolo “Tale madre, tale figlia”, di Laura Forti con Amanda Sandrelli.

VALDICHIANA — Lo spettacolo è per la regia di Laura Forti e sul palco insieme ad Amanda Sandrelli, una giovannissima Elena Ferri con le musiche di Enrico Fink.

Uno spettacolo contemporaneo, una commedia con un linguaggio leggero, divertente ma che scivola in maniera sottile verso profondità oscure. Le protagoniste delle spettacolo un’attrice amata per le sue doti e il suo carattere, Amanda Sandrelli e una giovane voce del panorama teatrale, Elena Ferri. Al centro della storia una madre e una figlia che si preparano a condividere paure, sogni, ansie e aspettative. La scenografia, un bagno di una casa con uno specchio che svolgerà un ruolo fondamentale nella competizione tra generi. Fuori da questo la giungla, la competizione. La pressione di un mondo a misura maschile, ma anche l'aggressione delle donne: delle compagne di scuola, delle compagne di lavoro. Di “amiche” vittime e carnefici di un meccanismo spesso sommerso perché meno appariscente del suo corrispettivo maschile, ma subdolo, sofisticato, crudele.

In occasione della presentazione ufficiale dello spettacolo ho avuto modo di incontrare e intervistare la registra e le interpreti dello spettacolo, soffermandomi in particolar modo su Amanda Sandrelli e sul suo rapporto con la madre Stefania Sandrelli.

Laura Forti, qual è il messaggio che vuoi dare con questo spettacolo?

“Se un rapporto madre e figlia fosse un rapporto chiaro, si potrebbero confrontare con il mondo in maniera più empatica e tranquilla. Perché è proprio in questo rapporto che va ricercata quella fonte di amore che ci permette di essere individui completi senza rabbia e senza paura capaci di entrare in empatia con il prossimo”.

Elena Ferri, tu interpreti Camilla la figlia di tredici anni, quanto ti rappresenta questo ruolo?

“Camilla mi ha aiutato a scoprire e farmi conoscere lati di me che non conoscevo, in qualche modo mi ha aiutato a crescere. Per me questo spettacolo è un’opportunità ed un piacere e quando mi sono trovata sullo stesso palco di Amanda ero molto preoccupata e molto emozionata allo stesso tempo”.

Amanda, cosa ti è piaciuto del testo di Laura? 

“E’ un testo molto denso e uno spettacolo non tanto politicamente corretto perché si parla di difetti femminili che non ci diciamo tra donne, ma forse sarebbe bene parlarne per superarli. E’ una commedia che ha tutto quello che mi piace, ha ritmo, è divertente però allo stesso tempo profonda, non è mai scontata e parla di tempi importanti perché il confronto non è solo tra madre e figlia, ma è anche fra generazioni”.

Tu che ruolo hai avuto con tua madre? 

“Dunque io non sono di natura gelosa o invidiosa, non lo sono mai stata né con i miei fratelli e né con i miei fidanzati e questo mi ha fatto molto comodo perché avendo una mamma così bella e di successo credo che mi avrebbe fatto molto male esserlo.”

Come sei arrivata a fare il suo stesso?

“Diciamo che mi ci sono trovata. Ho fatto il film Non ci resta che piangere due giorni dopo la maturità, non pensavo che fosse il mio lavoro, ho continuato a fare cinema, ma non pensavo fosse il mio lavoro, mi sono iscritta all’università pensando che il mio futuro era altrove, finché non sono arrivata a teatro e al secondo spettacolo ho capito che quello sarebbe stato il mio lavoro. Con grande piacere ovviamente.”

Cos’è che ti piace di più nel tuo lavoro?

“La cosa più bella è sentire e vedere la gente che mi apprezza e continua a venirmi a vedere, come garanzia di uno spettacolo. Il teatro funziona solo una volta e se vuoi costruire un pubblico teatrale, devi fare attenzione alla qualità, devi scegliere persone che ti garantiscono un lavoro tale, perché il pubblico una volta uscito deve essere soddisfatto di quello che ha visto”.

La tourneè è curata da dall'Associazione Officine delle Cultura di Arezzo e con questo spettacolo vuole riportare in piazza il ruolo dei social network e al teatro il compito di narrare l’incontro tra generazioni. Il teatro diventa così il luogo di questo incontro, dove tutti sono uguali e tutti riescono ancora a parlare la stessa lingua.


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