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Ceccarelli:“I toscani, cittadini solidali e coesi"

Intervista all’assessore regionale alle infrastrutture, urbanistica e politiche abitative Vincenzo Ceccarelli presente alla cena solidale dell'Outlet

VALDICHIANA — L’Assessore regionale, presente alla cena di solidarietà “Sotto una buona stella” per la Caritas diocesana di Arezzo-Cortona-Sansepolcro curata dalla chef stellata Katia Maccari, ha risposto ad alcune nostre domande sulla situazione dei migranti, sull’importanza di essere solidali e della necessità di avere una memoria storica.

“L’evento organizzato al Valdichiana Outlet Village non è solo occasione di divertimento, ma un'occasione davvero importante, perché insieme alla promozione del territorio, ai sapori e ai gusti si fonde la parola solidarietà, un concetto importante in questo momento" - dice Ceccarelli. 

In questo particolare momento storico è sempre più difficile parlare di solidarietà. Stiamo assistendo, in varie parti d’Italia, a “battaglie” tra cittadini e migranti, perché siamo arrivati a tutto questo?

“Questi, purtroppo, sono gli effetti della crisi che portano ad inasprire i rapporti creando dei disagi sociali, perché spesso quando le persone si trovano in difficoltà scatta la guerra tra poveri. Il popolo italiano, ma soprattutto i toscani, ha grandi tradizioni di civiltà e di cultura e penso che noi dobbiamo distinguersi proprio per questo e avere un approccio solidale. Certo, questo grande flusso di migranti che continua ad arrivare deve trovare un’accoglienza umana e l’accoglienza solidale si può fare rendendola appunto umana per chi arriva e umana per chi deve accoglie”.

In questo senso il volontariato è di grande aiuto.

“Credo che ci voglia un grande spirito di solidarietà e il volontariato da questo punto di vista sta dando sicuramente una mano. Le istituzioni devono essere in prima linea e sperare che si possano realizzare quegli interventi di sviluppo e di pacificazione nelle realtà da dove le persone sono costrette a fuggire. Noi siamo la Toscana e noi dobbiamo  dare l'esempio, non soltanto organizzando cene di solidarietà ma con gli atteggiamenti, con un approccio e una pratica che è quella dell’accoglienza. Attenzione però, accoglienza non significa permissivismo, perché chi arriva deve rispettare le nostre regole, non ci scordiamo che anche noi siamo stati degli emigranti e oggi dobbiamo restituire quello che abbiamo ricevuto in passato”.

Forse pochi ricordano che cento anni fa anche i nostri bisnonni hanno dovuto affrontare viaggi verso realtà migliori, che molti italiani non hanno trovato delle realtà pronte ad accoglierli e che molti sono morti nelle miniere, ecco questa non sarebbe una memoria storica da recuperare?

“Sicuramente si, credo che sia importante sapere quello che siamo stati e da dove siamo venuti. In alcuni casi siamo stati accolti bene dai paesi stranieri, mentre in altri siamo stati accolti meno bene. Ma è solo attingendo a quella memoria storica possiamo restituire dove abbiamo ricevuto e restituire qualcosa in più dove magari siamo stati trattati meno bene”.

Quali potrebbero essere le due parole chiave per migliorare questa situazione?

“Credo che la solidarietà e la coesione sociale siano due componenti importanti per il popolo toscano, credo che questo aspetto lo dobbiamo sempre tenere bene a mente ricordarlo per condurci ad atteggiamenti non da buonismo spicciolo ma ad atteggiamenti umani verso chi soffre e chi ha bisogno senza dare adito a lotte tra poveri. Purtroppo la crisi e la situazione che stiamo attraversando rende difficile la situazione per molte famiglie italiane, ma questo non giustifica le lotte tra poveri. Dobbiamo attingere al nostro bagaglio di civiltà, parte integrante del bagaglio dei toscani”.

Alla cena erano presenti anche tutti i sindaci e i rappresentanti dei comuni della Valdichiana aretina: Foiano della Chiana, Marciano, Castiglion Fiorentino, Cortona, Monte San Savino, Civitella in Valdichiana e Lucignano che si sono dichiarati soddisfatti di poter partecipare ad una serata dedicata al sociale.


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