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Operai intossicati dal monossido, due indagati

La procura ha aperto un'inchiesta sull'intossicazione di sei persone in una ditta che recupera metalli preziosi. L'azienda: "Nessuno di loro è grave"

BADIA AL PINO — Due persone preposte alla sicurezza dell'azienda in cui ieri sei operai sono rimasti intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio (vedi articolo correlato), sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Arezzo che sul caso ha aperto un'inchiesta per lesioni colpose. L'azienda, la Chimet, si occupa del recupero di metalli preziosi del trattamento di rifiuti speciali.

Gli operai stavano lavorando su una torre alta quindici metri ai filtri della lavorazione quando si sono sentiti male. Le loro condizioni sono migliorate. 

La procura sta indagando per capire se siano state rispettate tutte le normative sulla sicurezza e stabilire l'esatta dinamica della vicenda. 

In una nota, intanto, l'azienda ha detto di voler innanzitutto "rassicurare circa le condizioni dei lavoratori coinvolti: nessuno di loro ha riportato conseguenze gravi, né è stato mai in pericolo di vita". Nella stessa nota, la Chimet aggiunge che "si è subito attivata per comprendere le cause che hanno generato la formazione - del tutto anomala - di monossido di carbonio". L'azienda, che "ringrazia tutti i dipendenti che hanno agito secondo le procedure di legge, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e i tecnici di Arpat" aggiunge anche che "continuerà ad investire sia sulla formazione del personale, sia sulla ottimizzazione dei propri processi industriali, ricercando le migliori tecnologie a disposizione, per rendere sempre più efficienti le procedure in essere". 

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